L’Orto dei Cappuccini, un pezzo di storia della città di Cagliari - Hit Parade

Dal 1928
PRENOTA LA TUA VACANZA O IL TUO VIAGGIO D'AFFARI A CAGLIARI

PRENOTA LA TUA VACANZA O IL TUO VIAGGIO D'AFFARI A CAGLIARI

Noi penseremo a tutto il resto!

PRENOTA LA TUA VACANZA O IL TUO VIAGGIO D'AFFARI A CAGLIARI

PRENOTA LA TUA VACANZA O IL TUO VIAGGIO D'AFFARI A CAGLIARI

Noi penseremo a tutto il resto!

PRENOTA LA TUA VACANZA O IL TUO VIAGGIO D'AFFARI A CAGLIARI

PRENOTA LA TUA VACANZA O IL TUO VIAGGIO D'AFFARI A CAGLIARI

Noi penseremo a tutto il resto!

Da vedere

L’Orto dei Cappuccini, un pezzo di storia della città di Cagliari

Un cuore verde nel cuore della città di Cagliari. Un luogo che racconta una storia lontana e ne ridisegna le origini

Un piccolo gioiello verde nel cuore della città. L’Orto dei Cappuccini è stato recentemente ristrutturato, dopo anni di abbandono, e restituito in splendida forma. Una distesa di verde, intervallata da cespugli di lavanda e di erbe officinali. Grandi e ombrosi alberi di ulivo, muri di pietra che disegnano il cammino all’interno del giardino. Passeggiare in questo spazio verde è una delizia, soprattutto per chi cerca un po’ di respiro e refrigerio nelle assolate giornate d’estate.

L’Orto dei Cappuccini deve il suo nome ai suoi primi proprietari, che nel 1595 vi instaurarono un convento, il primo in Sardegna, con una grandissima estensione di terreno. I frati dedicarono questo spazio alla coltivazione delle erbe officinali. Già in quei tempi erano state scoperte delle cisterne romane all’interno di questi terreni. Intorno alla seconda metà del 1800 una parte del Convento fu adibita a casa di riposo per anziani, da parte del Comune che ne acquistò i terreni.

Per la presenza delle grandi cisterne. L’Orto ha sempre attirato un certo interesse di storici e archeologi. Numerosi studi hanno dimostrato che, quelle che inizialmente si pensavano fossero cisterne puniche, erano invece delle cave ricavate durante la dominazione romana, da cui con molta probabilità sono stati estratti i blocchi di tufo, che ancora oggi compongono l’Anfiteatro Romano, risalente al II sec. d.C. e furono adibite a cisterne per la raccolta dell’acqua piovana solo in un secondo momento.

Dopo essere stato abbandonato per tanti anni è stata finalmente ristrutturata la prima parte del giardino, che ora è visitabile tutti i giorni. Le cisterne e le grotte, che compongono un percorso sotterraneo sotto la città, sono invece ancora chiuse al pubblico e in attesa di essere messe in sicurezza. Alcune spedizioni speleologiche, operate alla fine degli anni ’90, hanno portato alla luce delle prove di come queste grotte avessero avuto un ruolo anche come carceri. La presenza di un graffito di epoca paleocristiana, che rappresenta una scena di pesca,  è stato attribuito ad un martire sconosciuto, che fu detenuto nelle carceri sotterranee prima di essere ucciso, probabilmente proprio nei giochi dell’Anfiteatro.