Lo spazio espositivo dell’Hotel Italia, sede della mostra, nasce nel solco della tradizione ma attinge allo spirito d’innovazione che contraddistingue l’Hotel. L’idea è quella di mettere a disposizione la propria hall per degli eventi culturali di alto profilo, aprendone una parte al pubblico esterno e creando così un luogo conviviale, al centro di Cagliari, nel quale cultura e turismo dialoghino insieme, in un intreccio di emozioni e crescita del capoluogo sardo.
La mostra di Marco Pili, Pittore del Sinis, è nata proprio con questo spirito. Realizzata grazie alla collaborazione della professoressa Rita Grauso, che nell’ambito dei suoi studi si è imbattuto nel ciclo di mostre Arte52 organizzato dal Consorzio Turistico Sa Corona Arrubia, nel quale Marco Pili ha esposto, si è avvalso della collaborazione di Paolo Sirena, Direttore del Museo Sa Corona Arrubia che ha curato gli aspetti organizzativi, unitamente al Dott. Nino Mundula, proprietario dell’Hotel Italia, alla nipote Ing. Alessandra Boi, dinamica collaboratrice dello zio, e a tutto lo Staff dell’Albergo, che ha creduto molto in questo progetto. Insieme, la presenza della Cantina Sociale di Santadi, con i suoi vitigni aromatici ha accentuato questa sinergia di forze e passioni tutte sarde.
Arte, Turismo, Museo, Accoglienza hanno unito le forze per un progetto di cultura urbana.
La Sardegna al centro di tutto. La mostra infatti ha raccontato uno dei territori più belli della Sardegna ed ancora incontaminati, il Sinis. L’ha fatto però utilizzando le suggestioni di un linguaggio astratto e materico, che solo un artista così esperto e raffinato come Marco Pili può fare. In più di 45 opere sono state offerte suggestioni paesaggistiche composte da astrazioni materiche rimandanti alla terra. Una terra che, come ha ricordato Luisa Facelli, critico che ha curato la mostra di Sa Corona Arrubia, “ va intesa in senso lato, ma non soltanto: terra come il pianeta su cui si è destinati a vivere, a contatto con i suoi elementi, acqua, aria, fuoco; elementi dalla forza tanto più prepotente in un’isola come la Sardegna, terra di questo pittore il quale, quasi antropologicamente, affonda le radici nella cultura mediterranea. Niente affatto relegato al ruolo di isolano, anzi tutt’altro, aperto com’è, anche artisticamente, alla Storia di oggi, senza dimenticare quella, ancora un po’ misteriosa, di transiti lontani nel tempo, ma duraturi nella vicenda di una popolazione”.
Accanto a queste opere, la mostra curata da Rita Grauso, ne ha presentato alcune assolutamente inedite dell’ultimissima produzione di Marco Pili, frutto delle sue ricerche sulla commistione tra terra e tessuto. Egli infatti partendo da una ricerca geometrica e materica, ha fatto si che dalla tela affiorasse delicatamente una sorta di metalinguaggio di segni e cromie, rimandando a scritture primitive che penetrano e si confondono con la materia stessa fino a ricordare, in certi brani pittorici, geometrie trattali che si ripetono con apparente casualità. Alla natura in divenire, governata dalle leggi di Mandelbrot, cui Marco Pili fa il verso con i suoi ricami naturali, segno di un’identità culturale che affonda le sue radici nella profondità della storia sarda.
Durante il Vernissage la Cantina di Santadi ha fatto da padrona di casa, offrendo una degustazione di vini pregiati.
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Data di ultimo aggiornamento della presente pagina in materia di Accessibilità: 25 giugno 2025